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MONTEFREDENTE |
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Le antiche vicende
dell'abitato di Montefredente si perdono negli ombrosi meandri della
storia. Infatti già due secoli prima di Cristo, queste impervie zone
presentavano modesti insediamenti umani. La relativa vicinanza della
direttrice stradale Flaminia Militare, che si snoda seguendo il crinale
di Pian di Balestra, ha certamente influenzato la vita sociale ed
economica del luogo. Quest'importante opera dell'ingegneria militare
romana venne fatta edificare per volontà del console Flaminio nel 197
A.C. e fungeva da collegamento tra la città di Arezzo e quella di
Bononia, ovvero Bologna, urbe padana colonizzata dalle legioni romane
soltanto pochi anni prima. In quei secoli, a noi così lontani, nel
comprensorio di Montefredente esisteva un modesto insediamento abitato e
precisamente questo si era sviluppato in prossimità dell'odierno BORGO. Intorno all'anno mille l'antica regione del Patrimonio di San Pietro era stata notevolmente ridimensionata, tuttavia era rimasta radicata nel territorio una forte influenza temporale ed amministrativa della Chiesa di Roma. Infatti la vasta regione della Romania, che comprendeva i territori del Moncti Fredencti, si sviluppava a nord sino al fiume Po e comprendeva i nuclei quali Mons Belli, ovvero Monteveglio, Panigum, l'attuale Panico, fino a spingersi nell'estremo sud della Tuscia. Alcuni interessanti studi storici attribuiscono un temporaneo dominio feudale sulle terre di Fredentio anche ai conti di Lojano e sostengono che in seguito queste passarono nelle mani del marchese Bonifacio duca di Toscana, ovvero il padre della famosa contessa Matilde di Canossa. Questa fitta rete di possessi ecclesiastici, amministrati in loco dai vassalli dei potenti Vescovi, veniva intercalata dalla sua forte e quanto mai eclettica personalità. Questa imponente figura feudale aveva, intorno al finire dell'anno 1000, diritti pubblici su una notevole estensione di terre. Appoggiando e difendendo a più riprese il sommo pontefice nonchè il potere temporale della Chiesa aveva costituito con essa una sorta di salda alleanza. In tale contesto politico le terre del Moncte Fredencte si vedevano assoggettate in un qual modo alla potente contessa di Canossa, ma al tempo stesso anche al Vescovo di Pistoia che godeva di svariate rendite dominicali in questa impervia area dell'appennino. Quindi molte terre della Longobardia e l'intera Marca di Toscana erano dominate dal nobile casato dei Canossa pur tuttavia fossero teoricamente spettanti di diritto alla Chiesa. Infatti un paio di secoli prima l'imperatore Carlo Magno aveva concesso tale beneficio al Sommo Pontefice di Roma il quale aveva a sua volta pensato bene di distribuirle ai suoi più fedeli Vescovi. .........DA COMPLETARE........
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